ANTICHE ROVINE DEL GIARDINO DI NINFA, VIA AL PROGETTO DI RESTAURO CONSERVATIVO: LA FONDAZIONE ROFFREDO CAETANI INVESTE 338MILA EURO PROVENIENTI DAI FONDI DELL’8 PER MILLE

La Fondazione Roffredo Caetani ha dato il via libera al progetto di restauro conservativo dei manufatti architettonici del Giardino di Ninfa. In particolare il progetto, finanziato con circa 338mila euro provenienti dai fondi dell’8 per mille dell’Irpef riferita all’anno 2016, prevede una serie di interventi per la ristrutturazione della copertura dell’antico palazzo comunale della città di Ninfa, del retro dell’abside della chiesa di Santa Maria Maggiore, dell’antica dogana in prossimità del Ponte del Macello e della casa a schiera in prossimità sempre della chiesa di Santa Maria Maggiore, tutti risalenti nel periodo che va tra il XII e XIII secolo.

Il progetto è in linea con i restauri che sin dalla sua costituzione la Fondazione Roffredo Caetani ha finanziato e tenuto per il mantenimento dell’antica città medioevale su cui la famiglia Caetani ha poi, agli inizi del ‘900, realizzato lo splendido Giardino di Ninfa. Molto spesso (nel 2001 e nel 2010) questi interventi sono stati finanziati proprio grazie ai fondi che i cittadini hanno destinato liberamente a favore dello Stato che a sua volta li ha messi a disposizione di iniziative ritenute meritevoli come quelle della Fondazione Roffredo Caetani.

Nel caso specifico gli edifici oggetto di questo intervento sono tra i più importanti dell’antica città di Ninfa non solo per il loro valore storico e culturale ma anche sul piano letterario. L’antica dogana, che si trova a ridosso del fiume Ninfa e che guarda il Ponte del Macello, ad esempio, era infatti un luogo simbolo per gli intellettuali e gli scrittori che nel secolo scorso facevano visita alla famiglia Caetani. Tra questi spicca il nome di Giorgio Bassani che amava fermarsi proprio in quel luogo per trarre ispirazione per i suoi scritti che al tempo venivano pubblicati sulla rivista Botteghe Oscure di cui Marguerite Chapin Caetani era editore e per alcune pagine del celeberrimo “Giardino dei Finzi Contini”.

Il progetto di restauro conservativo, i cui lavori sono già iniziati e dureranno alcune settimane nel Giardino di Ninfa, vede impegnato un team di esperti tra cui spicca, tra i consulenti scientifici, l’architetto e professoressa Daniela Esposito, direttore della Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Roma e i docenti del dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’architettura dell’Università La Sapienza di Roma, facoltà di Architettura di Valle Giulia: A.Viscogliosi, G.Tarasco, L.Pennacchia, M.G.Putzu. La progettazione è stata affidata all’architetto Elisabetta Ricci e tra i tecnici figurano l’architetto Armandina Antobenedetto, l’architetto Pasquale Loffarelli e il geologo Massimo Amodio.

Dare notizia di questo ennesimo progetto di restauro conservativo che riguarda importantissime aree del Giardino di Ninfa – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, l’architetto Tommaso Agnoni – è per noi motivo di orgoglio soprattutto perché a finanziarlo sono gli stessi cittadini con i fondi messi a disposizione dall’8 per mille. I finanziamenti ottenuti grazie ai contributi delle persone che da sempre conoscono l’impegno della Fondazione Roffredo Caetani per il mantenimento di questi beni così preziosi e fragili, sono ancora più importanti non solo per le finalità per i quali vengono utilizzati ma anche per il messaggio che attraverso questi investimenti riusciamo a dare alla collettività. Il Giardino di Ninfa, la città di Ninfa e le sue rovine sono un patrimonio di tutti, la conservazione e la sua tutela devono dunque essere un impegno comune. L’entusiasmo e l’incanto delle decine di migliaia di visitatori che ogni anno ammirano e si perdono nella bellezza del Giardino di Ninfa e del Castello Caetani di Sermoneta, rendono bene l’idea di quanto questi investimenti, questo lavoro, questo impegno, sia apprezzato in Italia, in Europa e, va detto, visto il numero sempre crescente di visitatori dagli altri Continenti, anche nel resto del mondo”.